L’evoluzione del concetto di cittadinanza europea e la ricaduta su un modello di governance dell’UE

La ricerca, commissionata dal Ministero degli Affari Esteri è stata coordinata dal Prof. Rosario Ferrara (ordinario di diritto amministrativo dell’Università di Torino) ed è il risultato del lavoro congiunto della dott.ssa Lorenza Mola, della dott.ssa Anna Porporato, della dott.ssa Elisa Ruozzi e della dott.ssa Claudia Sartoretti.

Il lavoro ha analizzato le ricadute operative dell’evoluzione del concetto di cittadinanza, cui l’articolazione degli ordinamenti giuridici e degli spazi politici derivanti dal processo di integrazione aggiunge una dimensione europea.

La prima parte analizza i diritti legati alla cittadinanza europea negli attuali sviluppi del diritto comunitario. Limitando la discrezionalità degli Stati in materia, il diritto di protezione diplomatica crea un diritto soggettivo in capo all’individuo e recenti tendenze giurisprudenziali delineano i criteri per la partecipazione allo “spazio politico europeo” tramite il voto alle elezioni locali e del Parlamento europeo. Inoltre, i diritti legati alla governance a livello comunitario sono riconosciuti sulla base della sola residenza e la Direttiva vigente sul diritto di circolazione e soggiorno estende la categoria dei familiari non comunitari beneficiari di tale diritto.

La seconda parte analizza invece il riconoscimento di diritti a stranieri non comunitari nel dibattito in corso a livello italiano. In merito alla partecipazione alla vita pubblica, viene analizzata la modifica della normativa sulla cittadinanza quale via alternativa all’estensione costituzionale o legislativa dei diritti politici. Sui diritti sociali, sono esaminate la normativa sulla condizione degli immigrati, delle loro famiglie e del loro lavoro e, quale via preferenziale per l’integrazione, le politiche scolastiche che favoriscono l’esercizio del diritto di studio.

(Durata della ricerca: 2006)