Due i temi della giornata: il confronto su economia civile, modelli d’impresa e dottrina sociale con la Relazione magistrale di Luigino Bruni e la presentazione del progetto di video-installazione “Visioni attraverso la Natura” di Silvio Giordano al Sacro Monte dedicato a san Francesco.
ORTA SAN GIULIO (NO) – Si è svolto il 2 ottobre a Orta San Giulio, all’Hotel San Rocco, il convegno “Francesco 800 – Visioni tra arte, economia e spiritualità”, organizzato dall’Istituto Universitario di Studi Europei (IUSE) con UCID Lombardia e sostenuto da A2A nell’anno dell’ottavo centenario della transito di San Francesco d’Assisi.
Una mattinata di confronto tra università, imprese, istituzioni e società civile, costruita attorno a due temi: da un lato l’economia del bene comune, affrontata nei panel “Economia civile e modelli d’impresa” e “Dottrina sociale ed economia del bene comune” ispirati dalla relazione magistrale introduttiva di Luigino Bruni, professore ordinario di Economia Politica alla Lumsa di Roma e tra gli esponenti di spicco della scuola di “economia civile”. Altro momento clou della mattinata la presentazione del progetto di video-installazione “Visioni attraverso la Natura” del visual artist Silvio Giordano, pensata per rivitalizzare l’interesse turistico e culturale per il Sacro Monte di Orta, un complesso monumentale unico nel suo genere che racconta attraverso la pittura, la scultura e l’architettura la vita di San Francesco.
Ai saluti iniziali sono intervenuti Francesca Giordano (presidente Ente di Gestione dei Sacri Monti), Karin Reisova (presidente Areacreativa42), Davide Maggi (vicedirettore DISEI, Università del Piemonte Orientale), Aldo Fumagalli (presidente UCID Lombardia), Giorgio Angeleri (sindaco di Orta San Giulio) e Piercarlo Rossi, presidente dell’ Istituto Universitario di Studi Europei.
Il convegno nasce dall’impegno di Istituto a mettere in relazione il mondo accademico con quello delle imprese e dei territori, a partire da una domanda che l’ottavo centenario del transito rende particolarmente attuale: che cosa ha ancora da dire il pensiero di Francesco a chi oggi fa impresa?
“Il messaggio di Francesco ci pone ancora oggi una domanda estremamente concreta: quale idea di sviluppo vogliamo costruire? – dichiara Piercarlo Rossi, presidente dell’Istituto Universitario di Studi Europei –. Parlare di economia del bene comune non significa mettere in discussione l’impresa o la libertà economica, ma chiedersi come responsabilità, solidarietà e dignità della persona possano entrare pienamente nei nostri modelli di sviluppo integrali. È una riflessione che riguarda anche l’Europa: occorre saper collegare la dimensione europea a quella locale, mettendo in dialogo università, imprese, istituzioni e territori. L’eredità francescana ci ricorda che l’economia non è separata dalla società, ma vive nelle relazioni e nelle comunità che contribuisce a costruire”.
Economia civile, dottrina sociale e bene comune
Al centro della giornata la relazione “Francesco d’Assisi e le radici dell’economia del bene comune” di Luigino Bruni, economista e ordinario di Economia politica all’Università LUMSA di Roma. Il suo punto di partenza è un paradosso solo apparente: dall’esperienza di Francesco, fondata sulla scelta radicale della povertà e del non possesso, nasce una delle tradizioni che più hanno contribuito allo sviluppo del pensiero economico europeo. I francescani compresero che moneta e credito stavano diventando decisivi nella vita delle città e che era necessario conoscerli e governarli: da qui le prime scuole francescane di economia e, nei secoli successivi, i Monti di Pietà e i monti frumentari. La lezione che arriva a oggi è quella di un’economia non rifiutata, ma ricondotta alla sua funzione sociale.
Il panel “Economia civile e modelli d’impresa: i casi di Banca d’Alba e A2A”
Introdotto da Michele Rosboch (Università di Torino) e moderato da Paolo Alessandro Bonazzi (consigliere IUSE e presidente Namira Sgr), il panel ha portato due esperienze concrete ed esempi di buone pratiche.
“Essere una banca del territorio significa ispirarsi a valori che sono il filo conduttore dei temi affrontati oggi: la valorizzazione del territorio, l’economia civile, il bene comune, la relazione e la persona”, ha sottolineato Enzo Cazzullo, direttore generale di Banca d’Alba. “Un sistema che vede una progressiva riduzione degli sportelli e quindi una maggiore distanza dalle persone, una banca di credito cooperativo come la nostra ha il dovere non solo di non chiudere filiali, ma di essere presente anche dove vengono meno altre banche del territorio, per continuare a garantire relazione, presenza e un punto di riferimento per la comunità”.
La centralità della persona è stata al centro anche dell’intervento di Mauro Ghilardi, Chief People and Transformation Officer di A2A, che ha richiamato il piano di azionariato diffuso del Gruppo, al quale ha aderito oltre l’88% delle persone coinvolte, e le politiche di welfare per la conciliazione tra vita e lavoro. “Vogliamo che la nostra realtà possa essere un esempio di partecipazione e attenzione alle persone. Con il piano Life Caring abbiamo voluto occuparci anche della vita di chi lavora con noi e di chi desidera costruire una famiglia, offrendo più tempo e spazio per coltivarla, insieme a un sostegno economico”.
La tavola rotonda “Dottrina sociale ed economia del bene comune”
Moderata ancora da Paolo Alessandro Bonazzi, la tavola rotonda ha riunito Patrizia Giangualano (consigliere indipendente di società quotate), Marco Marcatili (presidente Fondazione B.live e Lombardini22), Marcello Gallo (presidente RiDyamo) e Davide Spadaro, Università di Torino. Sostenibilità, dignità della persona, responsabilità sociale, giustizia e cura del creato i temi affrontati, a partire dai principi della Dottrina Sociale della Chiesa e dall’enciclica Laudato si’.
La video-installazione “Visioni attraverso la Natura”
Nel corso della mattinata è stato presentato il progetto “Francesco 800 – Visioni attraverso la Natura”, con gli interventi di Marina Feroggio (direttrice Ente di Gestione dei Sacri Monti), Michelangelo Toma (Università di Torino) e del visual artist Silvio Giordano, introdotti e moderati da Andrea Savino (Commissione Economia della Cultura del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili).
La presentazione è stata il primo momento pubblico di un percorso che nei prossimi mesi porterà alla realizzazione di una video-installazione immersiva all’interno del Sacro Monte di Orta, sito UNESCO e unico tra i nove Sacri Monti di Piemonte e Lombardia interamente dedicato alla vita di un Santo. “Il progetto propone una nuova lettura delle 376 statue in terracotta policroma e delle venti cappelle che raccontano la vita di Francesco” spiega Silvio Giordano, ideatore dell’installazione immersiva “attraverso immagini in movimento, dettagli ravvicinati e prospettive normalmente non accessibili ai visitatori. Le sculture dialogheranno con visioni della natura – acqua, cielo, luce, fuoco, animali – ispirate al Cantico delle Creature”.
Non una semplice proiezione in un luogo storico: riprese, montaggio multischermo e colonna sonora originale sono realizzati appositamente per il Sacro Monte, e l’opera nasce direttamente dal patrimonio che la ospita. L’installazione accompagnerà i visitatori fino a ottobre 2027. “Questo progetto punta a far riscoprire il significato del mecenatismo oggi: il nostro patrimonio ha bisogno di novelli Lorenzo de Medici disponibili ad investire nella bellezza che abbiamo ereditato per farla crescere, innovarla senza snaturarla e per farla parlare con la lingua di oggi – dichiara Michelangelo Toma, Università di Torino –. Attualizzare un capolavoro con linguaggi contemporanei non significa tradirlo, ma restituirgli la forza con cui fu concepito: coinvolgere chi guarda. Opere così diventano attrattori turistici credibili perché sono, prima di tutto, veicoli di verità e di bellezza: portano il visitatore fin quassù e gli lasciano qualcosa di indimenticabile.”
Il luogo: il Sacro Monte di Orta
Il rapporto tra economia, comunità e territorio ha assunto un significato particolare proprio a Orta San Giulio. “È un grande orgoglio che questo appuntamento si svolga qui e vedere ciò che i nostri padri fondatori hanno voluto costruire su questo Monte Sacro – ha dichiarato Giorgio Angeleri, sindaco di Orta San Giulio –. La storia di san Francesco richiama quella che viviamo ogni giorno a Orta, nella nostra vita economica e umana. In un mondo complesso e attraversato da tante tensioni siamo continuamente chiamati a metterci in discussione. Riportare al centro il bene comune, la socialità e l’umanità è uno stimolo fondamentale ed è ciò che, come sindaco, devo cercare di fare ogni giorno: mettere al centro l’uomo”.
Il progetto
Il convegno è stato organizzato da IUSE – Istituto Universitario di Studi Europei, con UCID Lombardia e il sostegno di A2A. “Francesco 800” è realizzato con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e coinvolge l’Ente di Gestione dei Sacri Monti, la Regione Piemonte, l’Università del Piemonte Orientale, Areacreativa42 e Arcobaleno Group.













