di Chiara Bazzano
Si è concluso a febbraio il primo ciclo di “Praticare la complessità sociale”, il percorso promosso dall’Istituto Universitario di Studi Europei (IUSE) in collaborazione con la Fondazione Accademia Maurizio Maggiora ETS, il Complexity Education Project (CEP) e l’Agenzia Formativa Inforcoop, co-progettato con la Cooperativa Sociale Chronos di Torino nell’ambito delle iniziative approvate e finanziate dalla Regione Piemonte – Academy Welfare.
La prima edizione, realizzata a Torino tra ottobre 2025 e febbraio 2026, ha coinvolto 14 responsabili della Cooperativa Chronos. Considerati i risultati emersi, il progetto è stato poi ampliato con una seconda e una terza edizione, mantenendo la stessa struttura e coinvolgendo altri 28 responsabili, con svolgimento previsto tra giugno e ottobre 2026. In questo modo, il progetto si conferma come un’azione progressiva di rafforzamento organizzativo, pensata per diffondere competenze innovative all’interno delle organizzazioni coinvolte.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di accompagnare manager, coordinatori e responsabili di struttura del Terzo Settore nello sviluppo di nuove competenze per affrontare le complessità sociali.
In particolare, il percorso ha posto al centro riflessioni concrete su nuove forme di managerialità che permettano di interpretare i fenomeni e di distinguere ciò che è semplicemente complicato da ciò che è realmente complesso. Per raggiungere questi obiettivi, si è rivelata fondamentale la dimensione laboratoriale del progetto, costruita a partire da casi reali portati direttamente dai partecipanti. Inoltre, attraverso una metodologia esperienziale centrata sulle comunità di pratica, i partecipanti sono stati accompagnati in un percorso di apprendimento collaborativo volto a sviluppare nuove chiavi di lettura dei fenomeni sociali concreti a partire dalle reti relazionali che li caratterizzano.
Accanto a questo lavoro di lettura e interpretazione, ampio spazio è stato dedicato allo sviluppo di mindset manageriali basati su leadership distribuita, capacità di agire in contesti incerti e approcci decisionali adattivi e iterativi.
Un ulteriore elemento di innovazione ha riguardato l’introduzione dell’intelligenza artificiale generativa come strumento di supporto alla simulazione di scenari e al miglioramento della qualità delle decisioni. In questo caso, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata come strumento capace di valorizzare di potenziare le capacità di analisi senza sostituirsi all’esperienza professionale.
I risultati mostrano con chiarezza che “Praticare la complessità sociale” ha rafforzato con efficacia la capacità delle organizzazioni di operare in contesti articolati con più flessibilità e visione strategica.




